Cinquanta donne iraniane che hanno influenzato il proprio mondo / "50 Inspiring Iranian Women"

In questo primo post del nuovo anno vi parliamo di un delizioso libro autoprodotto.

Si intitola “50 Inspiring Iranian Women”, è in lingua inglese e l’autrice è l’illustratrice iraniana Roshi Rouzbehani.



Come dice il titolo, si tratta del “ritratto” di cinquanta donne iraniane che sono o sono state influenti e importanti nel proprio campo d'azione; e i contesti in cui si è svolta la loro azione sono l’attivismo sociale, l’arte, l’educazione, l’impresa e la filantropia, la scienza e lo sport (classificazione che serve anche a raggrupparle).


Parliamo di “ritratto” in una doppia accezione: per ognuna di loro, l’autrice ci fornisce una mini-biografia con gli elementi essenziali della vita e dell’opera (in un inglese molto lineare e comprensibile), e la correda con un ritratto che è una sua illustrazione, la cui cornice si ispira a motivi decorativi che richiamano l’opera del personaggio o le miniature persiane.


Alcune di queste cinquanta donne sono (o sono state) famose anche all’estero, ma la maggior parte di loro non lo è perché agisce nel contesto del proprio paese, e la loro fama non varca i confini – forse accadrà ora, per alcune di loro, grazie appunto a quest’opera.

Allo stesso tempo, mancano nell’elenco alcune donne iraniane che sono comunque famose in tutto il mondo.




In una intervista ad Antonello Sacchetti ed Elena Scarinci, di cui riportiamo il link a fine post, Roshi Rouzbehani spiega che la scelta è stata difficile, ma ha privilegiato proprio la volontà di far conoscere donne che, pur importanti e prestigiose in Iran per la loro attività, non sono conosciute all’estero. Inoltre, la scelta è stata quella di un approccio più culturale che esplicitamente politico.


Il volume, come abbiamo accennato, è molto bello dal punto di vista estetico, pratico da portare in giro (è in formato A5), e piacevole da esibire, sul tavolino di un bar o in bella evidenza nella propria biblioteca, in modo da incuriosire i viandanti e gli ospiti (che, se sono amici, faranno finta di nulla, per evitare di darvi un qualsiasi appiglio per iniziare di nuovo per ore a parlare dell’Iran:-)).


Scherzi a parte, il bel volumetto ci porta ad alcune riflessioni finali.


Cinquanta donne iraniane “da cui prendere ispirazione” (che potrebbero tranquillamente raddoppiare o moltiplicarsi di numero, se si vuole uscire dai criteri necessariamente restrittivi adottati dall’autrice) indicano un paese che, a dispetto di tutti i luoghi comuni, libera una impressionante energia e capacità di azione delle donne.


In un paese che si vuole dipingere spesso come soltanto “annichilente” per il genere femminile, sapere che ci sono (ad esempio in ambito sportivo) alpiniste che hanno scalato l’Everest, campionesse di kickboxing e di scacchi, e pilotesse di auto da corsa in grado di vincere in ambiti tradizionalmente maschili, fa capire che la complessità di quel paese, dove indubbiamente la religione ed il machismo sono ben presenti e radicati, lascia comunque praticabili spazi e territori di diritti da conquistare che sono imprevedibili e spiazzanti.



Nel campo dell’arte, poetesse come la celebre Forough Farrokhzad (morta giovanissima negli anni ’60) e la fotografa e regista Shirin Neshat sono affiancate da poetesse, scrittrici, attrici, musiciste, cantanti (come Googoosh, che da decenni porta all’estero la canzone tradizionale iraniana, dopo essere stata ridotta al silenzio dalla Rivoluzione) che hanno lasciato un segno nella storia culturale del paese.



Da sempre, poi, le donne iraniane si sono distinte nel mondo della Scienza. La più famosa di esse è sicuramente stata la matematica Maryam Mirzakhani, che purtroppo ci ha lasciati pochi anni fa, ma numerose sono le protagoniste in questo campo.

La seconda considerazione è che, se è vero che molti talenti iraniani non hanno potuto far altro che andare in esilio dopo la Rivoluzione per continuare ad essere sé stessi, è anche vero che oggi nel paese vi è un pullulare di giovani donne e giovani uomini che in tutti i campi indicati dall’autrice pervicacemente resistono, non se ne vanno e sfidano il potere, esercitando il loro diritto/dovere ad una “iranianità” aperta al mondo ed esercitata a casa propria.



Ne è prova, ad esempio, il fiorire di una letteratura persiana contemporanea di estremo interesse, che sta relegando a “storia” la cosiddetta “letteratura dell’esilio” attraverso cui tutti noi abbiamo conosciuto in prima battuta i traumi e le tragedie dell’Iran postrivoluzionario, e che molti editori (Brioschi e Ponte33 tra i più attivi) stanno portando in Italia. Giacomo Longhi qui, sul sito Negah, ci parla delle numerose "uscite" di letteratura persiana sul mercato italiano avvenute nel 2020.


L’Iran di oggi è qualcosa di ormai distante dall’Iran della Rivoluzione del 1979, o dell’Iran della guerra con l’Iraq: pezzi di storia importanti e fondamentali, che condizionano ancora il presente e dominano la composizione delle classi dirigenti, ma a cui buona parte della popolazione non fa più riferimento – anche solo per puri motivi anagrafici.


È bene che opere come quella di Roshi Rouzbehani ci abituino a considerare questa realtà in movimento, fatta di situazioni, realtà, nomi nuovi…perché possiamo distaccarci dalle “foto del passato”, ormai poco rappresentative, e immaginare che cosa potrà essere questo interessante paese tra 10 o 20 anni (ora che la minaccia trumpiana si sta dissolvendo, forse anche i falchi di Teheran perderanno di nuovo la loro ragione di essere: ma di sicuro il futuro del paese si giocherà su paradigmi diversi dagli attuali!).


Concludendo: il libro è molto bello, compratelo!


Roshi lo ha pubblicato in crowdfunding (operazione alla quale siamo lieti di aver partecipato!), e la prima stampa è andata rapidamente esaurita; ora è sold out, ma si può richiedere direttamente qui, sul sito di Roshi Rouzbehani (di cui vi consigliamo di seguire anche gli account Twitter e Instagram, dove pubblica anche le sue altre illustrazioni).


BUONA LETTURA E...

FELICE ANNO NUOVO A TUTTI I LETTORI DI IRANPERTUTTI!


Qui l’intervista a Roshi Rouzbehani di Antonello Sacchetti e Elena Scarinci, realizzata per il sito Diruz:



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