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Come si vive in una casa iraniana

Gli iraniani hanno abitudini domestiche molto più simili a quelle di noi italiani di quanto si possa immaginare. In particolare come noi amano ricevere ospiti, la buona cucina (e forse anche il buon vino, ma è proibito) e passare ore a tavola a chiacchierare.



Lo dimostra il fatto che le case sono in genere strutturate con una zona giorno ampia, comoda e luminosa, adornata da tappeti e divani in quantità - in misura certamente superiore alle necessità quotidiane degli occupanti - mentre la zona notte è relegata allo stretto indispensabile.

Le stanze da letto, infatti, hanno dimensioni ridotte perché servono principalmente al riposo e per alcuni alla preghiera (talvolta si può osservare sul soffitto una freccia che indica la direzione della mecca) o al massimo allo studio per chi è in età scolare, ma non certo per appartarsi dal resto della famiglia che è in genere molto unita, affiatata e trascorre il tempo insieme



Vi sono anche differenze. Alcune le noterete subito, altre in un secondo momento.

Ancora prima di entrare in casa vi accorgerete della quantità di scarpe e sandali parcheggiati nell’androne del palazzo, magari su un apposito scaffale, oppure sul pianerottolo in fianco allo zerbino di casa. Nessuno, infatti, entra in casa con le scarpe.



Quindi consiglio numero uno: attenzione allo stato di usura delle vostre calze e di pulizia dei vostri piedi se accettate un invito. Consiglio numero due: non vi serviranno le ciabatte perché troverete soffici e meravigliosi tappeti persiani ad accogliere i vostri passi e a proteggervi dal contatto col freddo del pavimento.

Saranno gli stessi tappeti che accoglieranno le vostre terga quando mangiate, perché è consuetudine - soprattutto con gli ospiti - apparecchiare al centro del tappeto stendendo prima un grande telo di cellophane sottile e decorato su cui appoggiare la tovaglia.

Al centro vengono posti i piatti da portata, sul bordo le stoviglie e tutti - anziani compresi - si siedono intorno con le gambe incrociate.



Per noi occidentali, poco abituati, può rivelarsi una posizione scomoda e frutto di ilarità per chi ci ospita e osserva le nostre contorsioni per trovare una postura più comoda man mano che passa il tempo. E pensare che da loro ci riescono tranquillamente anche le persone anziane!



(Nel nostro caso i nostri amici iraniani dopo un po’ si sono mossi a pietà e ci hanno fatto sedere sul divano con un tavolino da thè davanti per appoggiare il piatto. Non li ringrazieremo ma abbastanza per questa attenzione.)

Comunque non vi preoccupate: nelle case tavolo e sedie in genere ci sono!



Un terzo aspetto che può crearci qualche necessità di adattamento è la toelette, che normalmente è alla turca.

In alcune case il water è quello a cui siamo abituati, chiamato "occidentale ", ma non ovunque (compresi gli hotel, che in genere hanno alcune stanze attrezzate in un modo e altre destinate al loro turismo interno, senza le nostre esigenze di avere quella comodità).

Per ovviare alla scomodità e agevolare sia i loro anziani sia noi abituati a sederci, si sono comunque inventati il modo di creare una seduta senza dover cambiare i sanitari. Si tratta di una specie di incrocio tra una sedia pieghevole e una “comoda” che vedrete talvolta in vendita nei bazaar e nei negozi di sanitari.



In ogni caso, l’unica cosa a cui fare davvero attenzione in bagno è non farsi prendere dal gesto automatico di gettare la carta igienica nello scarico. Le tubature delle case sono molto più strette delle nostre e l’intasamento è garantito (NON provare per credere, perché è imbarazzantissimo). In qualsiasi bagno vi imbatterete, troverete un secchio della spazzatura e dei sacchettini di plastica dove gettare qualunque cosa avreste normalmente smaltito tirando lo sciacquone. Si mette il tutto nel sacchetto di cellophane, lo si chiude accuratamente onde evitare odori e si mette nel secchio. C’è poco da sentirsi imbarazzati perché è la norma per tutti, ovunque andiate: case, hotel, esercizi pubblici.


***


Quella descritta è la tipica abitazione familiare in condominio di città. Vi sono poi abitazioni antiche, talvolta riattrezzate ad hotel, dove la concezione e l’uso degli spazi sono pressappoco gli stessi ma l’arredamento può cambiare parecchio. Ma qua, pur essendo indubbiamente più suggestivi e pittoreschi, non vivrete l’esperienza del contatto diretto con la vita quotidiana delle persone.



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