Chi siamo
Contattaci per rimanere aggiornato...

Siamo Carla (Verona) e Marco (Torino).

 

Abbiamo creato Iranpertutti per far comprendere quanto l'Iran sia sicuro, tranquillo e meraviglioso per viaggiare, scoprire, conoscere.

Se cerchi informazioni, se vuoi organizzare una serata sull'Iran od un viaggio in quel paese, scrivici  a 
iranpertutti@gmail.com.

 

© 2018 Going Places. Proudly created with Wix.com

La magica notte di Yalda...

Nella notte tra il 21 ed il 22 dicembre, gli iraniani di tutto il mondo celebrano Yalda, una delle più antiche feste persiane. La festa risale al periodo in cui la maggior parte dei persiani era seguace dello zoroastrismo, prima dell'avvento dell'Islam.

Con la festa di Yalda, gli iraniani celebrano l'arrivo dell'inverno, il rinnovamento del sole e la vittoria della luce sulle tenebre: considerata la notte più lunga dell'anno, Yalda è la notte in cui gli antichi persiani celebravano la nascita di Mithra, divinità della luce.

Oltre all’Iran, condividono la stessa tradizione e celebrano la notte di Yalda altri paesi dell'Asia centrale - come Afghanistan, Tagikistan, Uzbekistan, Turkmenistan - e alcuni stati caucasici - come Azerbaigian e Armenia.

Yalda, che significa proprio “nascita”, è una parola siriaca importata in lingua persiana. La festa è nota anche come Shab-e Yalda ("Notte di Yalda", in persiano: شب یلدا‎) or Shab-e Chelleh ("Notte di quaranta", ovvero la notte che apre il periodo iniziale di quaranta giorni dell'inverno di tre mesi, in persiano: شب چله‎).

L'ORIGINE DELLA FESTA.

Gli antichi persiani credevano che alla fine della prima notte d'inverno, che quest’anno coincide con il 21 dicembre, l'oscurità venisse sconfitta dalla luce; per favorire questo avvenimento era necessario celebrare tutta la notte. Come scrisse il poeta iraniano del XIII secolo Sa'di nel suo libro Boustan: "La vera mattina non verrà finché la notte di Yalda non sarà scomparsa."

L'inizio dell'anno solare è stato caratterizzato dalla celebrazione della vittoria della luce sulle tenebre e del rinnovamento del sole nella maggior parte delle culture antiche, non solo in Persia. Ad esempio, 4.000 anni fa, gli egiziani celebravano la rinascita del sole in questo periodo dell'anno. La loro festa durava 12 giorni, per riflettere le 12 divisioni nel loro calendario solare.

La stessa ricorrenza era presente anche nell’antica Roma, nella festa di origine mitraica del Deus Sol Invictus - il Sole Invitto - dal 17 al 25 dicembre, finché Costantino non impose di sostituirla con i festeggiamenti in onore della nascita di Gesù. (È questo il motivo per cui, pur non conoscendo l’esatta data di nascita di Gesù, la festeggiamo in un giorno preciso).

Per questo motivo Natale e Yalda sono celebrati in modo simile: rimanendo svegli tutta la notte, festeggiando con la famiglia e gli amici, mangiando cibi speciali, accendendo candele e le luci sull’albero.

Gli stessi persiani mutuarono la festa dai Babilonesi e la incorporarono nei rituali della loro religione zoroastriana nell'ultimo giorno del mese di Azar, appartenente alle forze del male.

Il giorno successivo - il primo giorno del mese Dey e noto come 'khorram rooz' o 'khore rooz' (il giorno del sole) - appartiene invece ad Ahura Mazda, il Signore della Saggezza.


Nella versione antica della festa di Yalda, i fuochi dovevano rimanere accesi tutta la notte per assicurare la sconfitta delle forze del male. Dovevano esserci feste, atti di carità e preghiere per garantire la vittoria totale del sole - essenziale per la protezione delle colture invernali. Si dovevano rivolgere preghiere a Mithra e feste in suo onore, essendo Mithra la divinità responsabile della protezione della "luce del primo mattino”. In cambio ci si aspettava che, se tutti i riti previsti fossero stati eseguiti correttamente, Ahura Mazda avrebbe soddisfatto i desideri delle persone, in particolare di coloro che desideravano avere figli.

Uno dei temi della festa, in origine, era la sovversione temporanea dell'ordine, come accadeva nel in un nostro Carnevale medievale. Questa tradizione persistette fino al dominio sasanide ed è menzionata da Birouni, eminente scienziato e viaggiatore, e da altri nelle loro registrazioni di riti e feste pre-islamiche.


LE MAGIE DI QUESTA NOTTE.

La notte di Yalda, nel passato, è stata considerata una notte magica e potente, in associazione con il cibo.

Ad esempio nel Khorasan, una regione del sud, c'era la convinzione che chiunque mangiasse carote, pere, melograni e olive verdi fosse protetto contro il morso dannoso di insetti, in particolare scorpioni. Mangiare aglio in questa notte proteggeva contro i dolori alle articolazioni. Mettere la propria bocca vicino all'orecchio di un asino e sussurrare, permetteva di curare qualsiasi malattia, mentre mescolare grasso di cammello e latte di cavalla e bruciarli proteggeva dagli insetti il luogo invaso dal fumo di questa miscela.

Un'altra pratica comune nella notte di Yalda, in alcune aree dell’Iran, riguardava i giovani fidanzati. Questi inviavano un piatto contenente sette tipi di frutta e una varietà di doni alle loro fidanzate durante questa notte; la ragazza e la sua famiglia restituivano il favore inviando doni per il giovane.


LA FESTA DI YALDA, OGGI.


La tavola della notte di Yalda

Oggi, per festeggiare Yalda, i membri della famiglia si riuniscono (il più delle volte nella casa del membro più anziano) e restano svegli tutta la notte. Viene servita frutta secca o rossa, in particolare anguria e melograno.

Gli iraniani credono che chi inizia l'inverno mangiando frutta estiva non si ammalerà durante la stagione fredda. Pertanto, mangiare angurie (conservate appositamente dall’estate) è una delle tradizioni più importanti di questa notte.

I melograni, posti sopra un cesto di frutta, ricordano il ciclo della vita: la rinascita e il risveglio delle generazioni. Il rivestimento esterno viola del melograno simboleggia la nascita o l'alba, il loro rosso brillante diffonde il bagliore della vita.

In alcune aree dell’Iran si ritiene che durante la cerimonia della notte si debbano servire quaranta diverse varietà di cibi.


La torta della notte di Yalda

Bere vino, un tempo, era parte della celebrazione. Nonostante il divieto islamico al consumo di alcol in Iran, molti continuano a includere nelle loro celebrazioni bevande alcoliche fatte in casa.

Un altro elemento importante di questa festa è la lettura ad alta voce delle poesie classiche, soprattutto quelle di Hafez, e delle antiche mitologie persiane, come lo “Shanameh (Libro dei Re)” di Ferdowsi.

Le poesie di Hafez, come noto, sono considerate una sorta di oracolo: è tradizione delle famiglie iraniane, quando si è a un bivio, o di fronte a una difficoltà o ad un evento importante, fare una domanda e aprire una pagina a caso del “Divan” per trovare la risposta del poeta.

Ah, attenzione! Durante la notte di Yalda, non bisogna richiedere risposte ad Hafez per più di tre volte a testa: altrimenti, il poeta potrebbe arrabbiarsi…:-)



Fonti:

http://www.iranreview.org/content/Documents/Celebrating_Yalda_2.htm

https://tappeti-irana.com/irana-tappeti/shab-e-yalda/

https://en.wikipedia.org/wiki/Yald%C4%81_Night

https://it.wikipedia.org/wiki/Mitra_(divinit%C3%A0)

http://www.iranicaonline.org/articles/sada-festival

http://www.iranicaonline.org/articles/cella-term-referring-to-any-forty-day-period


#Yalda #Mitra #Hafez

292 visualizzazioni