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La più antica moschea dell'Iran: Tarik Khane a Damghan

I secoli VII e VIII sono chiamati i "secoli silenziosi" della Persia: i Sasanidi vengono sconfitti dall'esercito islamico arabo a metà del VII secolo e la Persia viene governata da Damasco, la capitale degli Omayyadi, e poi da Baghdad, la capitale degli Abbasidi, nel corso di due secoli.

La Persia perde le sue dinastie, il suo splendore e la sua religione, lo zoroastrismo.

Di quei tempi, mentre tutte le moschee degli Omayyadi sono andate perdute, solo una moschea degli Abbasidi è sopravvissuta, ed è la moschea di Tarik Khane a Damghan, costruita probabilmente dopo il 750, la più antica esistente oggi in Iran.


Damghan si trova nell'Iran Nordorientale, nella provincia di Semnam, circa 350 km ad est di Teheran

Anche se l’epoca esatta di costruzione della Moschea di Tarik Khane è sconosciuta a causa della mancanza di epigrafi, si ipotizza sia avvenuta dopo il 750 vista l'esistenza di un pulpito (Minbar), e prima del 789 vista la presenza di archi appuntiti per i quali non si hanno notizie di precedenti utilizzi. (Tuttavia, poiché non esiste alcuna conferma che il pulpito sia originale, altre ipotesi dicono che la moschea potrebbe risalire alla precedente era omayyade.)




La moschea di Tarik Khane vista dalla cima del Minareto.Il tetto della navata centrale è una volta a botte e le due ali sono continue cupole. La maggior parte dei chiostri che circondavano il cortile sono andati perduti.

La planimetria mostra il tipico stile arabo con un cortile quasi quadrato, di lati di circa 25 m circondati da sale con spessi pilastri rotondi.

Planimetria della Moschea di Tarik Khane, Damghan (Da "A Short Account of Early Muslim Architecture" by K.A.C. Creswell, 1989)

Il piano è costruito in mattoni ricoperti di intonaco di terra, che danno un colore unico a tutta la superficie insieme al terreno. Lo spessore dei pilastri è di 1,6 metri e quello delle pareti è di 1,5 metri, il che dà l'impressione di un edificio estremamente semplice e robusto. Non ci sono ornamenti su pilastri, pareti e archi: ma nelle moschee del primo periodo non si utilizzavano ancora.







Su un lato della moschea vi sono tracce di un minareto quadrato ora perduto, la cui superficie deve essere stata austera e senza ornamenti. Dopo il crollo, è stato costruito nel 1026 un nuovo minareto rotondo che esiste ancora. A differenza della moschea, l'architetto di quell'epoca gli diede motivi geometrici, usando la tecnica di posizionare i mattoni in vari modi e aggiungendo versi calligrafici cesellati dal "Corano" (Corano) in arabo come ornamenti.


Il minareto rotondo costruito nell'XI secolo, al posto di un precedente minareto quadrato perduto. È ricoperto di motivi geometrici realizzati dal dispositivo di mattoni sistemati in vari modi e da calligrafia araba cesellata che riproduce versi del Corano.

Sul minareto vi sono due iscrizioni. Quella più in alto è illeggibile, ed è stata scoperta soltanto nel 1938, mentre quella più in basso - in caratteri Kufici - è chiaramente interpretabile.

Questa iscrizione contiene una parte del cosiddetto "Verso della Luce" (Q 24:35):

اللَّه نور السماوات والأرضِ مثل نوره كمشكاة فيها مصباح المصباح في زجاجة
Allah è la luce dei cieli e della terra. L'esempio della sua luce è come una nicchia all'interno della quale è una lampada, la lampada è all'interno del vetro

Il contrasto tra la moschea ed il minareto rotondo (successivo, come detto, di oltre due secoli) è molto evidente, anche perché quest'ultimo è evidentemente costruito come un fabbricato a parte rispetto alla moschea.

Se si guarda alla storia delle arti persiane, si nota come i persiani fossero abituati ad abbellire in modo brillante le superfici degli edifici, come nel caso di antiche sculture di rilievo dei palazzi di Persepolis o in seguito degli ornamenti di piastrelle colorate nella Architettura islamica.

Le differenze tra la moschea ed il (successivo) minareto di Damghan indicano come l’arte persiana sia “appassita” nei primi secoli di dominazione araba ma abbia poi recuperato in seguito il proprio desiderio di espressione visiva.



L'interno austero della Moschea di Tarik Khane.Le colonne hanno un'altezza di 2,9 m e gli archi sono leggermente appuntiti.

Se si guarda all'intera moschea, tuttavia, la navata centrale ha una campata più ampia rispetto alle altre navate laterali e la parte prima del suo tetto a volta a botte forma una specie di 'Iwan' che eredita la tradizione dell'architettura del palazzo persiano sassanide. Per quanto riguarda il metodo di accatastamento dei mattoni, inoltre, si tratta di una ripetizione alternata di due pose diverse basata sulla tradizione iraniana.


Si può dire che la forma della moschea sia certamente di tipo arabo, ma dal punto di vista tecnico ed estetico la costruzione ha mantenuto saldamente la tradizione persiana.

Rispetto alle moschee successive ricoperte di splendide piastrelle di maiolica, questa moschea semplice e robusta senza ostentazione sembra esprimere una volontà religiosa piuttosto forte e il desiderio di Dio, anche se si tratta di uno stile temporaneamente sottomesso al dominio di una nazione straniera.


Robert Byron cita questa moschea nel suo libro "La via per l'Oxiana". La visiterà il 13 novembre del 1933, paragonandola alla chiesa di un villaggio inglese. Non scriverà nulla riguardo al minareto, anche se lo fotografa in un viaggio successivo (1934).


La Moschea in una foto di Robert Byron, 1933

Altri monumenti di questa fase antica che restano in Iran, sia pure con aggiunte e rimaneggiamenti, sono la Grande Moschea di Isfahan (VIII sec.), la Grande Moschea di Nayin (X sec.) e la straordinaria Gumbadh-i Qabus (1007), una tomba a torre cilindrica dalle linee originalissime, uno dei prototipi di un genere che diverrà diffusissimo nei secoli successivi.


Fonti:

http://www.ne.jp/asahi/arc/ind/2_meisaku/47_damgan/dam_eng.htm

http://www.treccani.it/enciclopedia/l-architettura-caratteri-e-modelli-mondo-islamico_(Il-Mondo-dell%27Archeologia)/

https://squarekufic.com/2017/10/26/tarik-khana-mosque/

https://squarekufic.com/2018/07/23/a-minaret-byron-forgot-to-mention-the-minaret-of-damghan/


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