Portugal vs Iran...



Forse non tutti sanno che “arancia” deriva dall’antico persiano “narang” che si riferisce alla versione amara del frutto, già conosciuto ai tempi degli antichi romani grazie alle carovane degli arabi con cui entrarono in contatto.

A sua volta il termine persiano deriva dal sanscrito “narangah”, o forse dall’antico indiano “naarinja” e da qua si è diffuso anche verso est, essendo chiamato “narang” in Urdu, “naram” in Tamil e “naaranga” in Malesia.

A ovest, in Europa, è diffuso nello spagnolo “naranja”, nel francese “orange” e nel portoghese ”laranja” e persino nel milanese “narans”.


Ma quel che interessa a noi ora è il nome dell’arancia dolce, importata nel 1500 dai portoghesi grazie ai loro viaggi in oriente, attraverso la circumnavigazione dell’Africa e da loro diffusa sulle sponde del Mediterraneo.

Pensando fossero i portoghesi i produttori, le popolazioni della zona diedero il loro nome al frutto. Per gli Arabi divenne “burtuqall”, "portokali" per i greci, "portocala" per i Rumeni.

In Italia è usato in alcuni nostri dialetti: “purtuall” a Napoli, “portugai” a Bergamo, “portaiall” a Foggia.


Ma la cosa che ci interessa oggi è il suo uso in farsi: “purtuqal”, perché ora avete la chiave di lettura della vignetta che circola oggi, in vista della partita Portogallo-Iran.



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