"Suvashun, una storia persiana"

Aggiornato il: mar 23


Suvashun Una storia persiana

"Suvashun" è un romanzo scritto nel 1969 da Simin Daneshvar (1921-2012), considerata la più grande scrittrice iraniana.

Simin Daneshvar

La storia è ambientata a Shiraz durante la Seconda Guerra Mondiale: per evitare che il petrolio iraniano finisca nella disponibilità di Hitler, di cui lo Shah è simpatizzante, russi ed inglesi occupano il paese, rispettivamente a nord e a sud, deponendo Reza e insediando il figlio (che sarà a sua volta deposto dalla rivoluzione del 1979).

Il paese, come la zona di Shiraz in cui si svolge la vicenda, è diviso tra chi appoggia gli occupanti, cercando di conquistarne le simpatie ed ottenere privilegi, e chi cerca di resistere, in modo armato o pacifico. In questo caso gli occupanti sono gli inglesi. che hanno portato in Iran un consistente numero di truppe indiane.

Yusuf, che è uno stimato proprietario terriero, privilegia la resistenza pacifica agli inglesi, ma non per questo meno dura. Il fratello, Khan Kaka, è invece collaborativo, perché desidera ed ottiene in questo modo un seggio in parlamento. Gli scontri tra i due sono quotidiani, con grande pena di Zari, la moglie di Yusuf, che vorrebbe una pace domestica non turbata dalla politica.

Ma non c’è nulla da fare; l’ambiente esterno si infiamma, quando le tribù Qashqai e Boier Ahmadi conducono azioni violente contro lo stesso esercito iraniano, impreparato e inetto, che al sud collabora con gli inglesi. Yusuf fornisce viveri ai contadini ed ai ribelli, ma si rifiuta di essere coinvolto nel traffico di armi.

Zari cerca di gestire la propria paura, e di proteggere da quanto sta accadendo il primogenito Karoush, le gemelline Mina e Marjam ed il figlio che sta crescendole in grembo. Tra i suoi voti, successivi al buon fine dei suoi problematici parti, ci sono visite costanti al carcere ed al manicomio per portare frutta e cibo, dove Zari rimane colpita dalla sofferenza e dal dolore di chi vi è rinchiuso.

Zari deve anche resistere ai maneggi della perfida ‘Ezzatoddouleh, che sfrutta la situazione per arricchirsi al mercato nero, ed all’angoscia della cognata Fatemeh, che perseguitata dalla sorte vorrebbe autoesiliarsi a Karbala.

Quando Yusuf viene ucciso, Zari capisce che non può più vivere di paura e si ribella ad una situazione in cui dovrebbe rinunciare alla propria identità.


Avvincente e complesso, il romanzo - tradotto dal persiano da Anna Vanzan e pubblicato da Brioschi - è uno splendido affresco della società iraniana in tempi diversi da quelli attuali, che fa comprendere il peso delle tradizioni persiane e il ruolo della religione (Yusuf diventa “martire”, con tutto ciò che ne consegue in relazione alla tradizione sciita).


Simin Daneshvar: "Suvashun, Una storia Persiana" prima edizione iraniana 1969; edito da Francesco Brioschi, 2018 Milano. €18. 404 pagine.Traduzione di Anna Vanzan.

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